FINANZA COME ARCHITETTURA DEI FINI. INVESTIRE IN ECONOMIA REALE: IL VALORE DEL TEMPO

Pubblicato da Garnell | aprile 12, 2017 | ARCHIVIO, Investimenti
FINANZA COME ARCHITETTURA DEI FINI. INVESTIRE IN ECONOMIA REALE: IL VALORE DEL TEMPO

LA FINANZA COME STRUMENTO PER CREARE REDDITO, LAVORO E RICCHEZZA NEL TEMPO PORTANDO VANTAGGIO A TUTTA LA COMUNITÀ

 

Cosa accomuna il mondo agroalimentare con quello della finanza? Come si avvicinano un mondo di terra, di acqua, di persone con un sistema dove le azioni sembrano obbedire ad obiettivi a brevissimo termine? E anche: come ridare fiducia alle famiglie italiane in cerca di investimenti più efficienti?

Quando abbiamo pensato ad Agrifood One, un fondo di private equity dedicato al settore agroalimentare, lo abbiamo fatto con una concezione della finanza che arriva da Robert J. Shiller: la finanza come architettura dei fini.

La finanza, per noi, è quindi quella scienza funzionale che esiste per promuovere altri fini, quelli della società: non ci vuole molto per fare un passo avanti, e metterla al servizio della sostenibilità e della salvaguardia della Terra.

La finanza è dunque uno strumento e non un fine: è un supporto nella creazione di reddito, lavoro e ricchezza, nello specifico nel settore agroalimentare, che sottintende fiducia nel tempo. È un viaggio slow nella finanza e nell’agricoltura italiana, accomunate dal tempo e dalla scommessa di puntare sul futuro.

È il modo di rispondere a un certo tipo di finanza, quella tradizionale, che si basa sul classico approccio rischio-rendimento, che nella sua concreta applicazione ha già mostrato i propri limiti: in un mercato dove a rischi in costante crescita si accompagnano rendimenti in continua discesa.

Ma è anche un mercato che sta iniziando a scoprire nuove opportunità, in un momento storico in cui gli investimenti sono al centro di profonde riflessioni: prendiamo a esempio i capitali inagiti, ossia i patrimoni detenuti dalle famiglie italiane, depositati in conti bancari e postali e non investiti.
La propensione al risparmio delle famiglie italiane è storicamente elevata, la loro ricchezza finanziaria era pari, alla fine del 2015, a 4,1 mila miliardi di Euro (nel 1995 erano 1,7 mila miliardi di Euro). Oltre il 30% del risparmio nazionale – una risorsa strategica di ogni paese al mondo – è però rappresentato da capitali “dormienti” che le banche non sono più in grado di trasferire alle imprese e che molto potrebbero fare, anche se utilizzati solo in parte, per il rilancio dell’economia in Italia. Quella vera, l’economia reale, non quella “di carta”.

Mettere in movimento questo capitale inagito con l’obiettivo concreto di colmare i “divari creati” dalla finanza tradizionale significherebbe portare sia un beneficio economico agli investitori sia un ritorno virtuoso in termini di crescita delle imprese e del territorio.

Uno degli assi della strategia di investimento di Agrifood One è proprio la valorizzazione dei prodotti territoriali e di nicchie specifiche di prodotto, con lo stesso sguardo al settore che ha Slow Food, che porta a valore le potenzialità di realtà produttive e di territori: come recitano alcuni dei nostri amici, ogni tanto “l’obiettivo conta di più della velocità”.

Basta sapere da dove arriviamo, condividere la stessa visione del futuro: il tempo è il nostro valore aggiunto, lo prendiamo e lo restituiamo alla terra, insieme a Slow Food.

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